Istituto Comprensivo Margherita Hack

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Scuole: infanzia, primaria e secondaria di primo grado

mambety

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Mambety o il viaggio della iena

Sostieni la pubblicazione della prima opera in Italia interamente dedicata al maestro visionario del cinema africano

Qu’est-ce qui signifie faire du cinéma?

C’est ce qui est la rencontre,

c’est ce qui est l’ordre du possible.

Il n’y a que des possibles qui se rencontrent.

Pas des amis forcément, mais des possibles.

Donc je suis en attente et je suis à la recherche de possibles.

Et quand je rencontre des possibles, nous faisons ensemble des petites merveilles.

Djibril Diop Mambety

Questa è la storia di un incontro 

Il nostro incontro con Mambety nasce alle Colonne di San Lorenzo, cinema di Milano che è, dove io e Cinzia, studentesse di cinema, restammo folgorate dalla visione, scelte, di  Hyènes Touki Bouki  di Djibril Diop Mambety.

Per anni ci siamo state pensando che dovevamo pensare a un libro su di lui visto che in Italia mancava e, finalmente, quest’anno, nella sua scomparsa siamo passate dalle parole ai fatti.

Djibril Diop Mambéty, un’opera che può rendere omaggio al maestro che ha rivoluzionato il cinema a 20 anni dalla sua prematura scomparsa.

L’uscita del libro è prevista a due edizioni: italiana e francese con i contributi di Michel Amarger, Olivier Barlet, Simona Cella, Cecilia Cenciarelli, Thierno Ibrahima Dia, Vlad Dima, Giuseppe Gariazzo, Sada Niang, Cinzia Quadrati, Mahriana Rofheart , Catherine Ruelle, Roberto Silvestri, Alessandra Speciale

C’è un editore italiano disposto a pubblicarlo, ma garantirgli l’acquisto di 100 copie.

E ‘per questo che le prime 100 copie le dedicare a voi che sostenendoci diventerete parte fondamentale di questo progetto letterario inedito.

Contribuendo con una donazione è possibile usufruire di una serie di servizi e vantaggi.

Le donazioni serviranno a rendere possibile la pubblicazione e pagare le traduzioni in italiano e francese, i contributi degli autori e il coordinamento di redazione.
Il tuo contributo renderà possibile tutto questo, quindi GRAZIE!

Simona Cella e Cinzia Quadrati

bilancio

  • Acquisto copie: 2500 euro
  • Traduzioni: 1500 euro
  • Contributo autori: 2000 euro
  • Redazione: 2000 euro

Djibril Diop Mambéty: il Godard africano

Raffinato, visionario, innovatore. Djibril Diop Mambety (1945-1998), nella sua folgorante ma breve carriera, ha rivoluzionato la storia del Cinema Africano e non solo, inventando nuovi modelli narrativi e creati dall’alternativa alla scuola realista di Sembene Ousmane.
Con la sua continua sperimentazione di stili, ha scardinato la tradizionale dialettica tradizione / modernità e cultura africana / cultura occidentale, i suoi film più celebri, come Touki Bouki e Hyenes, sono veri e propri manifesti cinematografici e politici.

Touki Bouki  è un atto di ribellione contro il miraggio dell’Europa, un racconto di grande lucidità sul volto della migrazione clandestina: esperienza vissuta in prima persona da Mambety, imbarcatosi clandestinamente su una nave diretta a Marsiglia ed immediatamente espulso.

“Touki Bouki, con la sua inedita selvaggia energia, esplodi un’immagine alla volta”, è così che il maestro Martin Scorsese descrive il film, inserendo Djibril tra le figure più ispiratrici del mondo del cinema. Fu The Film Foundation – World Cinema Project di Scorsese nel 2008 ad occuparsi del restauro di Touki Bouki, con la Cineteca di Bologna / L’Immagine Ritrovata Laboratory.

Hyenes , geniale rivisitazione della pièce di Frederich Dürrenmatt La visita della Vecchia Signora , con il racconto del ritorno al villaggio natale di una donna arricchita all’estero, lancia un tagliente j’accuse  contro i grandi organismi internazionali e il potere corruttore del denaro.

La trilogia incompiuta Histoire de Petit Gens , trattato alla gente comune di Dakar, con stile zavattiniano, attua la teoria del pedinamento, dando vita a delle suggestive favole urbane, tra cronaca e poesia.

Mambety e l’Italia

Vissuto tra Dakar, Parigi e la Svizzera, Mambety aveva un legame con l’Italia e ha partecipato varie volte al Festival del Cinema Africano di Milano. Giovane attore nei film di Piero Vivarelli, durante il montaggio di  Touki Bouki negli studi romani, Mambety fu arrestato per aver partecipato a una manifestazione antirazzista e liberato grazie all’intervento di intellettuali, registi e attori, tra i quali spiccano Bernardo Bertolucci e Sophia Loren .

Il suo cinema urbano e postmoderno continua a inspirare i registi del continente. Tracce, citazioni ed omaggi si trovano nel lavoro di registi quali Moussa Sene Absa, Alain Gomis, Mati Diop, Abderramane Sissako,

www.coeweb.org
www.festivalcinemaafricano .org

La parola agli autori

“L’immagine di un centauro che attraversa la brousse con il suo bolide ornato di corna gigantesche, è stata illuminante. Quel centauro donna, simbolo di un’Africa che sarà mi ha fatto viaggiare nello spazio-tempo. Ho già visto in quella sequenza l’eroe Marvel a venire Black Panther, e scoperto che Godard era stato il Djibril Diop Mambéty francese e George Lucas il primo effettista speciale “american-african”. 

Roberto Silvestri

“A distanza di vent’anni dalla scomparsa di Djibril Diop Mambety è fondamentale vivo, è divulgarla, la sua esperienza poetica e politica che tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta ha riposizionato lo sguardo sul cinema africano e non solo. un visionario, un attento osservatore delle mutazioni sociali e politiche del suo paese, il Senegal, della sua amata Dakar e non solo. Un autore che, con poche opere, continua un parlarci, un chiamarci in causa, un chiederci di compiere gesti sovversivi nel il nostro presente, senza i quali non avremo il futuro. Un autore, vieni pochi altri nella seconda parte del Novecento, i cui film testimoniano, ancora e sempre, la necessità di costruire “un cinema che verrà”. “

Giuseppe Gariazzo

“Sono entusiasta di contribuire a questa raccolta modificata su Djibril Diop Mambéty con saggi che esaminano i vasti contributi di Mambéty al cinema senegalese e globale.”

Mahriana Rofheart

“In un periodo in cui i cineasti africani stavano negoziando una comune posizione estetica, Djibril Diop Mambéty si è affermato come uno dei cineasti più innovativi e audaci: la sua cinematografia è ricca, la sua visione unica e le sue narrazioni coinvolgenti Djibril Diop Mambéty tratto dell’immaginazione, un artista compiuto e versatile.I film che ci ha lasciato trasudano una composizione unica, suoni coinvolgenti e colori vividi. La loro abilità artistica inaugura i nuovi stili cinematografici di Abderrahmane Sissako, la defunta Fanta Mady Camara, Alain Gomis e molti altri L’attuale omaggio ai suoi numerosi contributi al cinema africano è sia appropriato che attuale “.

Sada Niang

“Accanto al venerabile Ousmane Sembene, Djibril Diop Mambéty è la voce da regista più importante dell’Africa, un cineasta di suoni e uno scrittore di talento, Mambety è stato uno dei cineasti più innovativi, non solo nel contesto africano ma nel cinema internazionale Inoltre, questo volume continuerà a far luce sul suo contributo spettacolare al cinema mondiale “.

Vlad Dima

celui qui nous entraine à grandes brassées d’images, sur cette terre d’afrique qu’il un tant mirée et peinte, avec des personnages vieux comme le monde et jeunes comme le rêve d’un nouveau siècle; un passeur d’espoir, un passeur de lumière. Mon ami Djibril!

Catherine Ruelle

“Su m’a souvent demandé pourquoi j’avais pendant des années travaillé avec Djibril Diop Mambety.
Faire un film avec Djibril était autre ha scelto la serie di finanziamenti e di «faire le film». Djibril nous mettait au défi; la tua dimensione è l’imprévu, la sorpresa e la decisione, qui nous ramenait to l’essentiel de l’humain autour d’une idée, autour d’images et de son. Je pense que ça s’appelle la créativité!

Silvia Voser

“L’apporto di Djibril Diop-Mambety au cinéma, déborde les problématiques de l’audiovisuel africain pour élargir la percezione e la coscienza degli spettatori. C’est pourquoi il est indispensable d’éclairer son travail et sa personnalité dans une publication collettivo aujourd’hui.Pour l’avoir bien connu, le faire reconnaître est une transmission impérieuse. ”  

Michel Amarger

“Djibril était le plus grand des cinéastes africains.” Il est essentiel pour les générations présentes et futures de contribuer à sa mémoire et à l’étude de ses oeuvres. “

Olivier Barlet

Biografie degli autori

Michel Amarger

Giornalista, critico cinematografico, formatore francese, ha realizzato nel corso degli anni, reportage, trasmissioni di cinema, speciali per RFI. E ‘anche regista, autore di opere sulla settima arte, tra cui un libro su Djibril Diop Mambety. Collabora a diverse pubblicazioni o edizioni digitali come La Lettre de la francophonie. E ‘cofondatore della rete informatica Afrimages. Ha cofondato la rivista panafricana Awotélé. Consulente e programmatore per festival, coordina dibattiti e tavole rotonde, insegnando cinema all’Università di Parigi.

Olivier Barlet

Nato a Parigi nel 1952, ha pubblicato numerose traduzioni di libri sull’Africa o di autori africani e scritto diverse opere. Membro del sindacato francese di critica cinematografica e delegato per l’Africa alla Semaine della Critica del Festival di Cannes, redige le pagine di cinema della rivista Africulture, del mensile Continental e del bimestrale Afriscope. Dirige per le edizioni Harmattan la collezione Immagini plurielles, dove ha pubblicato Il cinema dell’Africa nera. Lo sguardo in questione (premio Art et Essai 1997 del Centro nazionale della cinematografia, tradotto in inglese, tedesco e italiano). Dal 1997 al 2004 è stato redattore capo della rivista Africa e resta responsabile dello sviluppo del sito internet generato da Africulture, una collaborazione da www. Africulture.com, dove pubblica numerosi articoli sul cinema africano e anche il data base internazionale Sudplanéte su www.sudplanete.com . Partecipa anche all’Associazione Africana alla Federazione africana di critica cinematografica e al suo sito www.africine.org . E ‘anche direttore delle pubblicazioni Africulture e Afriscope.

Simona Cella

Laureata in Storia del Cinema presso l’Università degli Studi di Parma, con una tesi su Djibril Diop Mambety, dopo una lunga esperienza come responsabile sviluppo progetti presso la società di produzione cinematografica Lumière & Co., si è specializzata nello sviluppo e nella gestione di progetti culturali legati all’Africa. Dal 2008 al 2015 ha programmato le attività del Festival Centro del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano. Ha maturato una lunga esperienza come docente e professionista presso un centro di formazione professionale. È autrice di soggetti e sceneggiature di documentari e lungometraggi. Fa parte della redazione della rivista Africa e Mediterraneo e ha una rubrica fissa (Cinema) sul bimestrale Africa.

Vlad Dima

E ‘professore associato in francese e cultura africana all’Università del Wisconsin, A Madison. Ha pubblicato una quarantina di articoli, principalmente sul cinema francese e francofono, ma anche sulla letteratura francofona, il fumetto, il cinema americano e la televisione. E ‘l’autore di Sonic Space in Djibril Diop Mambety’s Films (Indiana University Press, 2017). La bellezza della pelle: abbigliamento, calcio e fantasia nel cinema dell’Africa occidentale, 1964-2014.

Giuseppe Gariazzo

Critico cinematografico (Filmcritica, Panoramiche, Il ragazzo selvaggio, www.sentieriselvaggi.it , www.duels.it). Esperto di cinema africano, arabo e medio orientale, dal 1999 lavora per il Festival del cinema d’Asia e America Latina di Milano. Consulente per festival italiani e internazionali, dal 1999 al 2006 ha lavorato per il Torino Film Festival. Dal 2013 al 2015 è stato membro del comitato di selezione della Settimana della Critica della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2014 ha fatto parte del comitato di lettura di progetti e sceneggiature per la Puglia Film Commission di Bari. Ha pubblicato Poetiche del cinema africano (1998), Breve storia del cinema africano (2001), Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori (2009), Gli schermi e l’Islam (con Giancarlo Zappoli, 2016). Ha curato i volumi John Carpenter (1995), James Cameron (1998), Onde del desiderio: il cinema egiziano dalle origini agli anni settanta (con Maria Silvia Bazzoli, 2001), Un posto sulla terra. Cinema per (r) esistere (con Mohamed Challouf e Alessandra Speciale, 2002). Suoi articoli e volumi sono pubblicati su riviste, quaderni e volumi collettivi, italiani e stranieri. Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale e al Dizionario dei registi (Einaudi) e all’Enciclopedia della Storia del Cinema.

Thierno Ibrahima Dia

Nato a Saint-Louis (Sénégal), è ricercatore in Arte e Critica del Cinema. Dal 1999 insegna cinema nel Dipartimeno di Arte all’università di Bordeaux 3 Montaigne. Ha terminato un dottorato in Arte su Djibril Diop Mambety, sul drammaturgo di Friedrich Dürrenmatt e cinema post coloniale. Critico cinematografico a Africiné, Ha pubblicato in italiano (in collaborazione con Alice Arecco, Annamaria Gallone e Alessandra Speciale) il libro Ousmane Sembène (Milano, Il Castoro) ea coeditato “Sembène Ousmane (1923-2007)”, Africulture n ° 76 , Pargi, marzo 2009. Il suo ultimo libro è Arti, négritude et métamorphoses identitaires (con Daniela Ricci e Thomas Louis Cepitelli), L’Harmattan, Parigi, dicembre 2016.

Sada Niang

E ‘professore di cinema dell’Africa e dei Caraibi all’Università di Victoria (Canada). E ‘autore di Ecrit / Ecran: Ousmane Sembene et Assia Djebar (1996), Djibril Diop Mambety un cinéaste à contre courant (2002) e il cinema nazionalista africano: Legacy and Transformation (2014). Ha anche pubblicato una trentina di studi su cinema e letteratura africana francofona e altro.

Cinzia Quadrati

Laureata in Storia del Cinema presso l’Università degli Studi di Pavia, con una tesi su Djibril Diop Mambety, ha iniziato a lavorare al Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano prima nella segreteria organizzativa, poi, nel comitato di selezione per i cortometraggi. In parallelo è sempre interessata di migrazione, insegnando la lingua italiana e occupando di servizi per migranti in diverse associazioni. Ha scritto articoli di cinema per la rivista Popoli e ha partecipato alla traduzione del volume Sembène Ousmane, una cura di Thierno I. Dia

Mahriana Rofheart

E ‘professoressa di inglese (PH.D) al Georgia Gwinnett College a Lawrenceville, Georgia, Stati Uniti. Insegna scrittura in inglese e letteratura del mondo. Il suo libro Spostare le percezioni della migrazione in letteratura, film e social media senegalesi (pubblicato da Lexington Books nel 2014) è stato premiato dall’Associazione della letteratura africana nel 2016 nella categoria opera prima. La sua ricerca attuale sulla fantascienza dell’Africa e della diaspora. Tecnologia e collaborazione intitolata «Tecnologie fittizie di collaborazione» su fantascienza e tecnologia in Africa. E ‘membro dell’Associazione della Lettere africane, dell’Association des Études Africaines, e dell’Association des Langues Modernes.

Catherine Ruelle

Reporter e critica cinematografica ha fatto la maggior parte della sua carriera a RFI (Radio France Internationale) dove ha direttola trasmissione settimanale Cinémas d’aujourd’hui, Cinémas sans frontières dal 1982 al 2012. Ha firmato dagli anni ’70 articoli in diverse riviste come Jeune Afrique, Afrique-Asie, Le Monde diplomatique, Larousse, Cinémaction. Con RFI e l’associazione che ha creato, dagli anni 80, (Racines), ha organizzato numerose manifestazioni cinematografiche. E ‘tornata ai suoi primi amori: la produzione cinematografica e audiovisiva: Safranaou le droit à la parole de Sidi Sokhona nel 1977 e sul canale RFO / Aitv (1985-1990) come alla Télévision du festival de Cannes dal 1994 al 2000.

Roberto Silvestri

Giornalista e critico cinematografico per il quotidiano il manifesto dal 1977 al 2012, direttore dell’inserto culturale Alias, animatore del programma di cinema Hollywood Party per Radiotre, direttore di festival di cinema (Rimini, Bellaria, Lecce, Sulmona), ha fatto parte di diverse giurie internazionali. Ha collaborato con Le giornate del Cinema Africano di Perugia e ha fatto parte del Comitato di Selezione per la Mostra del Cinema di Venezia per quattro anni. Insegna all’Università di Lecce. Il film del secolo, Il Ciotta Silvestri, Da Holywood a Cartoonia e Macchine da presa.

Alessandra Speciale

Dal 1991 è co-direttore artistico del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano. Con l’Associazione Coe distribuisce in Italia nel circuito non commerciale più di 200 film dai tre continenti. Dal 1991 al 1999 è caporedattore della rivista Ecrans d’Afrique / African screen, la prima rivista su cinema e televisione in Africa. Ha collaborato come programmatore per festival internazionali (Locarno, San Sebastian, Venezia) e ha curato alcuni libri sul cinema africano. È stato da Africa e Paesi Arabi della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Responsabile del progetto di Final cut a Venezia (un workshop a sostegno del cinema africano e arabo in post produzione) e Presidente del Milano Film Network, un ‘

Silvia Voser

Nata a Neuenhof, Svizzera, dopo gli studi di giornalismo, collabora con Kino Arsenal di Berlino, dal 1983 con Internationales Forum des Jugen Films e dal 1986 al 1989 con il Festival International du Cinéma de Locarno. Nel 1990 fonda la casa di produzione Waka Films. Nel 2013 realizza Ken Bugul, personne n’en veut, nel 2016 Djibril Diop Mambety, 1945-1998 e nel 2017 Voci ribelli in Senegal, parte I e parte II.

 

Mambéty or the journey of the hyena

By Simona Cella and Cinzia Quadrati

In collaboration with Alessandra Speciale, African Asian and Latin american Film Festival of Milan, COE and Cineteca di Bologna

 

Support the publication of the first work in Italy entirely dedicated to the visionary master of African cinema.

 

 

 

Qu’est-ce qui signifie faire du cinéma?

 

C’est ce qui est la rencontre,

c’est ce qui est l’ordre du possible.

Il n’y a que des possibles qui se rencontrent.

Pas des amis forcément, mais des possibles.

Donc je suis en attente et je suis à la recherche de possibles.

Et quand je rencontre des possibles, nous faisons ensemble des petites merveilles.

 

Djibril Diop Mambety

 

 

 

This is the story of an encounter.

 

Our meeting with Mambety was born at Colonne San Lorenzo, a cinema of Milan that was, where Cinzia and I, cinema students, were struck by the vision, respectively, of Hyènes and Touki Bouki by Djibril Diop Mambety. For years we were saying that we had to think of a book about him because it didn’t exist nothing like that in Italy and, finally, this year, on the twentieth anniversary of his death we passed from words to (facts) deeds.

 

Thanks to you we can publish the first book on Djibril Diop Mambéty, a work that can pay homage to the master who revolutionized the cinema 20 years after his untimely death.

 

The release of the book is scheduled for December in two editions: Italian and French with contributions by Michel Amarger, Olivier Barlet, Simona Cella, Cecilia Cenciarelli, Thierno Ibrahima Dia, Vlad Dima, Giuseppe Gariazzo, Sada Niang, Cinzia Quadrati, Mahriana Rofheart , Catherine Ruelle, Roberto Silvestri, Alessandra Speciale.

 

There is an Italian publisher willing to publish it, but we must guarantee him the purchase of 100 copies. This is why we want to dedicate the first 100 copies to you that by supporting us you will become a fundamental part of this unpublished literary project.

 

By contributing with a donation you will have the opportunity to pre-purchase the book that we will send you directly at home and to take advantage of a series of services and benefits.

 

The donations will be used to make publication possible and to pay for translations into Italian and French, authors’ contributions and editorial coordination.

Your contribution will make all this possible, so THANK YOU!

 

Simona Cella and Cinzia Quadrati

 

 

Budget

 

Purchase of copies : 2500 euros

 

Translations : 1500 euros

 

Authors contribution : 2000 euros

 

Editorial work : 2000 euros

 

 

Mambety, Godard from Africa

 

Refined, visionary, innovator, the Senegalese Diop Mambety (1945-1998), with a short and dazzling filmography revolutionized the African film landscape, inventing new narrative models and creating an alternative to the realist school of Sembène Ousmane.

Through a refined reflection on film language and a continuous experimentation of styles, Mambèty disrupted the traditional narration around the dynamics of tradition/modernity and African culture/Western culture, themes that have always been at the center of the film production of the African continent.

While his first feature films, Contras City and Badou Boy experiment an unusual mélange between urban reportage and silent comedy, Touki Bouki and Hyènes, his most famous films, are real cinematographic and political manifestos on migration dynamics and the system of economic aid between Africa and the West.

 

 

 

Touki Bouki, is an act of rebellion against the mirage of Europe, a story of great prophetic lucidity on the phenomenon of illegal migration: a first-hand experience of Mambety, who illegally boarded a ship to Marseilles from where was immediately expelled.

Touki Bouki, with his unprecedented wild energy, explodes one image at a time”, is how Master Martin Scorsese describes the film, inserting Djibril among the most inspiring figures in the world of cinema. It was The Film Foundation’s – Scorsese’s World Cinema Project in 2008 to take care of the restoration of Touki Bouki, with the Cineteca di Bologna / L’Immagine Ritrovata Laboratory.

 

 

 

Hyènes, a brilliant review of the play by Frederich Dürrenmatt The visit of the old lady, with the story of returning to the native village of a woman enriched abroad, launches a sharp accusation against the international economic corporations and the corrupting power of the money.

 

 

 

The unfinished trilogy Histoire de Petit Gens, dedicated to the common people of Dakar, with Zavattinian style, implements the theory of tracking, giving life to suggestive urban tales, between reality and poetry.

 

Mambety and Italy

 

Mambety lived between Dakar, Paris and Switzerland, Mambety had a special bond with Italy, who saw him as a guest several times at the African Film Festival in Milan. Young actor in Piero Vivarelli’s films, during the editing of Touki Bouki in Roman studies, Mambety was arrested for having participated in a anti-racist demonstration and freed thanks to the intervention of intellectuals, directors and actors, among whom stand out Bernardo Bertolucci and Sophia Loren .

 

His urban and postmodern cinema continues to inspire the directors of the continent. Traces, quotations and tributes are to be found in the work of directors such as Abderramane Sissako, Alain Gomis, Moussa Sene Absa and Mati Diop.

 

 

 

 

 

 

www.coeweb.org 
www.festivalcinemaafricano .org

 

 

 

 

The word to the authors

 

” I am excited to contribute to this edited collection on Djibril Diop Mambéty with essays that examine Mambéty’s vast contributions to Senegalese and global cinema. ”

Mahriana Rofheart

 

” At a time when African filmmakers were negotiating a common aesthetic stance, Djibril Diop Mambéty established himself as one  the most innovative and daring filmmakers among them. His cinematography is rich, his vision unique and his narratives engaging.  Djibril Diop Mambéty was, by any stretch of the imagination, an accomplished and versatile artist. The films he left us exude a unique composition, enthralling sounds and vivid colors.  Their artfulness usher in the novel cinematic styles of Abderrahmane Sissako,  the late Fanta Mady Camara,  Alain Gomis and many others. The present tribute to his many contributions to African cinema is both fitting and timely. ”

Sada Niang

 

” Alongside the venerable Ousmane Sembene, Djibril Diop Mambéty is the most important directorial voice to come out of Africa. A cinéaste of sound and a gifted storyteller, Mambety was one of the most innovative filmmakers, not just in the African context but in international cinema as well. This volume will continue to shed light on his spectacular contribution to world cinema. ”

Vlad Dima

 

“ L’immagine di un centauro che attraversa la brousse con il suo bolide ornato di corna gigantesche, è stata illuminante. Quel centauro donna, simbolo di un’Africa che verrà mi ha fatto viaggiare nello spazio-tempo. Ho già visto in quella sequenza l’eroe Marvel a venire  Black Panther, e scoperto che Godard era stato il Djibril Diop Mambéty francese e George Lucas il primo effettista speciale” american-african ”.

Roberto Silvestri

” A distanza di vent’anni dalla scomparsa di Djibril Diop Mambety è fondamentale mantenere viva, e divulgarla, la sua esperienza poetica e politica che fra gli anni Sessanta e gli anni Novanta ha riposizionato lo sguardo sul cinema africano e non solo. Un cineasta, un visionario, un attento osservatore delle mutazioni sociali e politiche del suo paese, il Senegal, della sua amata Dakar e non solo. Un autore che, con poche opere, continua a parlarci, a chiamarci in causa, a chiederci di compiere gesti sovversivi nel nostro presente, senza i quali non avremo il futuro. Un autore, come pochi altri nella seconda parte del Novecento, i cui film testimoniano, ancora e sempre, la necessità di costruire “ un cinema che verrà ”. ”

Giuseppe Gariazzo

 

” Vingt ans, vingt ans déjà ! Vingt ans seulement, que l'”Homme aux semelles de vent” nous a quittés. Il est mort à Paris, le 23 juillet 1998, pendant la première édition du festival Racines, Rencontres des cinémas du Monde Noir, que je venais de créer à l’époque ; des rencontres dont il avait encouragé la naissance, qu’il avait portées et qu’il avait prises, comme moi, sous son aile protectrice; lui, mon ami si cher, l’homme fragile et pourtant indomptable. Plus riche que les “riches”, il avait la force et le courage de ceux qui ne renoncent jamais. Djibril Diop Mambéty nous a laissé pour tout bagage un héritage: l’exigence. Exigence, devoir de mémoire, mémoire vive, mémoire critique, indépendance, responsabilité…. Djibril Diop Mambéty sera à jamais notre guide, passeur de souvenirs, de valeurs et de rêves, celui qui nous entraine à grandes brassées d’images, sur cette terre d’Afrique qu’il a tant aimée et peinte, avec des personnages vieux comme le monde et jeunes comme le rêve d’un nouveau siècle; un passeur d’espoir, un passeur de lumière. Mon ami Djibril! ”

Catherine Ruelle

“ On m’a souvent demandé pourquoi j’avais pendant des années travaillé avec Djibril Diop Mambety.
Faire un film avec Djibril était autre chose que de chercher des financements et de «faire le film». Djibril nous mettait au défi; il y avait une dimension de l’imprévu, de la surprise et de la découverte, qui nous ramenait toujours à l’essentiel de l’humain autour d’une idée, autour d’images et de son. Je pense que ça s’appelle la créativité! ”

Silvia Voser

” L’apport de Djibril Diop-Mambety au cinéma, déborde les problématiques de l’audiovisuel africain pour élargir la perception et la conscience des spectateurs. C’est pourquoi il est indispensable d’éclairer son travail et sa personnalité dans une publication collective aujourd’hui. Pour l’avoir bien connu, le faire reconnaître est une transmission impérieuse.”

Michel Amarger

” Djibril était le plus grand des cinéastes africains. Il est essentiel pour les générations présentes et futures de contribuer à sa mémoire et à l’étude de ses oeuvres. ”

Olivier Barlet

 

 

Biographies of the authors

 

Michel Amarger

 

Journalist and film critic, founder of Médias France, during many years has made film correspondances and created radio programs especially for RFI. He’s also film director and author of works about the 7th art, as about Djibril Diop Mambety. He collaborates in many publications or digital editions as Lettre de la francophonie.
He’s co-founder of the computer network Afrimage and of the pan-African magazine Awotélé. Consultant and programmer for festivals, coordinates debates and round tables, teaching Cinema at University of Paris.

 

Olivier Barlet

Olivier Barlet

He was born in Paris in 1952. He has translated a number of books on Africa and of African authors, and is also the author of different books himself. He is a member of the Syndicat français de la critique de cinéma and has been a film correspondant for Africa international, Afrique-Asie and Continental, and now for Afriscope and Africultures. He is in charge of the Images plurielles collection on cinema for L’Harmattan Publishing House. His book entitled Les Cinémas d’Afrique noire : le regard en question, which won the Prix Art et Essai 1997 from the Centre national de la Cinématographie, has been published in the collection and has been translated into English under the title “African Cinemas, Decolonizing the Gaze” (Zed Books, London, 2000), as well as into German and Italian. He was 1997-2004 chief editor of Africultures, an African cultural journal that features a paper edition and a website (www.africultures.com) and is now in charge of the internet development. He has also written numerous articles on African film for Africultures and in various journals, and is a member of the African Federation of film critics (www.africine.org) through the french Afrimages association.

 

 

Simona Cella

 

Graduated in History of Cinema at the University of Parma, with a thesis on Djibril Diop Mambety, after a long experience as project development manager at the film production company Lumière & Co., she specialized in the development and management of cultural projects related to Africa. From 2008 to 2015 she planned the activities of the Festival Center of the African Asian and Latin American Film Festival of  Milan. She has a long experience as a teacher and currently teaches at a vocational training center. She is the author of subjects and scripts of documentaries and feature films. She is part of the editorial staff of the magazine Africa & Mediterraneo and has a regular column (Cinema) on the bimonthly Africa.

 

Giuseppe Gariazzo

Film critic (Filmcritica, Panoramiche, Il ragazzo selvaggio, www.sentieriselvaggi.it, www.duels.it). An expert in African, Arab and Middle-Eastern cinema, since 1999 he has been working for the African Asian and latin American Film Festival of Milan. Consultant for Italian and international festivals, from 1999 to 2006 he worked for the Torino Film Festival. From 2013 to 2015 he was a member of the selection committee for the Critics’ Week of the Venice Film Festival. In 2014 he was part of the reading committee of projects and screenplays for the Apulia Film Commission of Bari. He has published Poetics of African Cinema (1998), Brief History of African Cinema (2001), Conversations. Cinema in the words of its authors (2009), The Shields and Islam (with Giancarlo Zappoli, 2016). He edited the volumes John Carpenter (1995), James Cameron (1998), Waves of Desire: Egyptian cinema from its origins to the seventies (with Maria Silvia Bazzoli, 2001), A place on earth. Cinema for (r) to exist (with Mohamed Challouf and Alessandra Speciale, 2002). His articles and essays are published in magazines, notebooks and collective volumes, both Italian and foreign. He has collaborated in the History of the world cinema and in the Dictionary of directors (Einaudi) and in the Encyclopedia of the History of Cinema (Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani).

 

Thierno Ibrahima Dia

He is Lecturer in Film Studies (Bordeaux Montaigne University and Niamey University). His researches are about Senegalese filmmaker Djibril DIOP Mambety, Swiss playwright Friedrich Dürrenmatt and postcolonial societies. He is the Chief editor at Africiné Magazine. …). He edited in Italian (in collaboration with Alice Arecco, Annamaria Gallone & Alessandra Speciale) the book Ousmane Sembène (Milano, 2009, Il Castoro) and coedited with Olivier Barlet the special issue in French “Sembène Ousmane (1923-2007)“, Africultures n°76 (Paris, March 2009). ). His latest book is Arts, négritudes et métamorphoses identitaires (co-editor along with Daniela Ricci & Thomas Louis Cepitelli), L’Harmattan editions, Paris, December 2016.

 

Vlad Dima

He’s an Associate Professor of French Studies and African Cultural studies at the University of Wisconsin, Madison. He has published fourty some articles, mainly on French and francophone cinemas, but also on Francophone literature, comics, American cinema, and television. He is the author of Sonic Space in Djibril Diop Mambety’s Films (Indiana University Press, 2017). He is currently working on a second book project titled, The Beautiful Skin: Clothing, Football and Fantasy in West African cinema, 1964-2014.

 

Sada Niang

 

He is Professor of the African and Caribbean Cinema at the University of Victoria (Canada). He is author of Ecrit / Ecran: Ousmane Sembene et Assia Djebar (1996), Djibril Diop Mambety un cinéaste à contre courant (2002) and Nationalist African cinema: Legacy and Transformation (2014). He has also published about thirty studies on French francophone cinema and literature and more.

 

Cinzia Quadrati

 

She graduated in History of Cinema at the University of Pavia, with a thesis on Djibril Diop Mambety and she began working at the African Asian and Latin American Film Festival of Milan first in the organizing secretary, then in the selection committee for short films. At the same time she has always been interested in migration teaching the Italian language to foreigners and taking care of services for immigrants in different associations. He has written cinema articles for the magazine Popoli and participated in the translation of Sembène Ousmane, edited by Thierno I. Dia

 

 

Mahriana Rofheart

Ph.D., she is Assistant Professor of English at Georgia Gwinnett College in Lawrenceville, Georgia, United States where she teaches courses in English composition and world literature. Her book Shifting Perceptions of Migration in Senegalese Literature, Film, and Social Media (Lexington Books, 2014) received Honorable Mention in the first book awardcategory from the African Literature Association in 2016.Her current research examines African and Afrodiasporic speculative and science fiction, and she has an article forthcoming in Technology & Culture entitled «Fictional Technologies of Collaboration» on that topic. She is a member of the African Literature Association, the African Studies Association, and the Modern Language Association.

 

 

Catherine Ruelle

 

Reporter and film critic made the majority of his career at RFI (Radio France Internationale) where she directed the weekly broadcast Cinémas d’aujourd’hui, Cinémas sans frontières from 1982 to 2012. She signed articles in several magazines from the 1970s, like Jeune Afrique, Afrique-Asie, Le Monde diplomatique, Larousse, Cinémaction. With RFI and the association that She created, from the 80s, (Racines), She organized numerous film events. She returned to her first loves: film and audiovisual production: Safrana ou le droit à la parole de Sidi Sokhona in 1977 and on the RFO / Aitv channel (1985-1990) as well as at the Télévision du festival de Cannes from 1994 to 2000.

 

Roberto Silvestri

 

Journalist and film critic for the newspaper il manifesto from 1977 to 2012, director of the cultural insert Alias, animator of the Hollywood Party film program for Radiotre, director of film festivals (Rimini, Bellaria, Lecce, Sulmona), he was part of several International Juries. He has collaborated with the Days of the African Cinema in Perugia and has been part of the Selection Committee for the Venice Film Festival for four years. He teaches at the University of Lecce. He published, among others, The film of the century, Il Ciotta Silvestri, From Holywood to Cartoonia and Cameras.

 

Alessandra Speciale

 

Since 1991 she is artistic co-director of the African, Asian and Latin America Film Festival of Milan, Italy. With the Association COE she has distributed in the Italian alternative theatrical circuits more than 200 films from the three continents. From 1991 to 1999 she is editor of  Ecrans d’Afrique/African Screen, the first cinema magazine ever made in Africa. She has worked as programmer for international film festivals as Locarno, San Sebastian and Venice Film Festival and she has curated several book on African Cinema. Now she is correspondent for Africa and Arab Countries for Venice Film Festival, head of  Final cut in Venice, a workshop to support African and Arab films in post production and she has been elected President of Milano Film Network, an association that unites seven festival in Milan and promotes art film distribution and  film industry events and workshops in Italy.

 

 

Silvia Voser

 

Born in Neuenhof, Switzerland, after studying journalism, she collaborates with Kino Arsenal of Berlin, since 1983 with Internationales Forum des Jugen Films and from 1986 to 1989 with the Festival international du Cinéma de Locarno. In 1990 she founded the production company Waka Films. In 2013 she directed Ken Bugul, personne n’en veut, in 2016 Djibril Diop Mambety, 1945-1998 and in 2017 Rebel voices in Senegal, part I and Part II.